Messa in mora: quando mandarla, come scriverla, come evitarla

La messa in mora è uno degli atti più importanti nel recupero crediti B2B. Molte PMI non la usano mai — e lasciano prescrizioni maturare in silenzio. Altre la usano troppo presto — e rompono relazioni commerciali recuperabili. CassaFlow la invia al momento giusto, con PEC certificata.

10 anni prescrizione crediti commerciali (art. 2946 c.c.)
+84% tasso pagamento dopo messa in mora formale
15 gg termine standard da concedere nel diffidare

Cos'è la messa in mora e cosa produce giuridicamente?

La messa in mora è un atto formale con cui il creditore mette il debitore in stato di mora — cioè lo dichiara formalmente inadempiente e lo intima a pagare entro un termine preciso.

Dal punto di vista giuridico produce effetti immediati e importanti:

La messa in mora può essere inviata dal creditore stesso, senza avvocato. Non è richiesta forma specifica, ma la PEC è fortemente consigliata perché certifica data e contenuto della consegna.

Quando si manda la messa in mora?

Non esiste un momento "legalmente obbligatorio" per la messa in mora — puoi tecnicamente inviarla il giorno dopo la scadenza. Ma nella pratica commerciale, la sequenza ottimale è questa:

  1. Sollecito 1 — giorno +1 (email amichevole)
  2. Sollecito 2 — giorno +7 (tono più formale)
  3. Sollecito 3 — giorno +14 (menzione interessi di mora)
  4. Sollecito 4 — giorno +30 (preannuncio messa in mora)
  5. Messa in mora via PEC — giorno +35 a +45

Mandare la messa in mora prima di aver tentato almeno 2-3 solleciti è controproducente: danneggia la relazione commerciale senza aumentare il tasso di recupero, perché molti ritardi sono semplicemente dimenticanze administrative.

CassaFlow

Non arrivare mai alla messa in mora

CassaFlow gestisce automaticamente i 4 step precedenti. La maggior parte dei crediti si risolve prima — senza azioni legali e senza tensioni commerciali.

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Template messa in mora (PEC-ready, copia e usa)

PEC / Raccomandata A/R · Oggetto: MESSA IN MORA — Fattura n. [NUMERO] del [DATA]

Spett.le [Ragione Sociale Debitore]
C.F./P.IVA: [CF/PIVA]
Sede legale: [Indirizzo]

Oggetto: Messa in mora — Fattura n. [NUMERO] del [DATA EMISSIONE] — importo €[IMPORTO + IVA]

Con la presente, la sottoscritta [Ragione Sociale Creditore], con sede in [Indirizzo], C.F./P.IVA [CF/PIVA], La diffida formalmente e La pone in mora ai sensi dell'art. 1219 c.c., al pagamento della somma di [IMPORTO] a titolo di corrispettivo per la fornitura di [descrizione servizio/prodotto], come da fattura n. [NUMERO] del [DATA], con scadenza [DATA SCADENZA], ad oggi non saldata nonostante i nostri precedenti solleciti.

Ai sensi del D.Lgs. 231/2002, sono applicabili interessi di mora al tasso BCE aumentato di 8 punti percentuali, oltre al rimborso delle spese di recupero nella misura forfettaria di €40,00 ai sensi dell'art. 6, comma 1, D.Lgs. 231/2002.

Le accordiamo un termine di 15 (quindici) giorni dalla ricezione della presente per provvedere al saldo integrale del debito, inclusi interessi maturati. In difetto, saremo costretti ad adire le competenti autorità giudiziarie per il recupero coattivo del credito, con addebito delle relative spese legali.

Con riserva di ogni diritto.

[Luogo], [Data]
[Firma / Timbro aziendale]

Cosa succede dopo la messa in mora?

Se la messa in mora non produce risultati entro il termine, le opzioni sono:

Per crediti sotto €5.000 il decreto ingiuntivo è spesso antieconomico. Per crediti superiori, è lo strumento più efficace.

Come si evita di dover arrivare alla messa in mora?

La messa in mora è lo strumento giusto quando i solleciti precedenti hanno fallito. Ma i solleciti falliscono principalmente per due motivi: vengono mandati troppo tardi, o vengono dimenticati.

Le PMI che raramente arrivano alla messa in mora hanno in comune un processo di recupero che parte prima della scadenza e si ripete in modo automatico su ogni fattura, senza eccezioni. Il debitore capisce che questa azienda è seria e sistematica. L'effetto deterrente è concreto.

La sistematicità manuale è impossibile nel lungo periodo. L'automazione è l'unica soluzione sostenibile per mantenere un processo di recupero efficace senza dedicarci ore ogni settimana.

Domande frequenti

Cos'è la messa in mora?

È un atto formale con cui il creditore dichiara il debitore inadempiente e lo intima a pagare entro un termine preciso, ai sensi dell'art. 1219 c.c. Interrompe la prescrizione e fa decorrere gli interessi di mora anche se non previsti in contratto.

Quando conviene mandare la messa in mora?

Dopo aver tentato almeno 2-3 solleciti, tipicamente tra il giorno +35 e +45 dalla scadenza. Inviarla prematuramente danneggia la relazione commerciale senza aumentare il tasso di recupero.

Che termine si concede al debitore nella messa in mora?

Lo standard commerciale è 15 giorni dalla ricezione. Il termine va indicato esplicitamente nell'atto, insieme all'avviso che in mancanza di pagamento si procederà per vie legali.

La messa in mora richiede un avvocato?

No, può essere inviata direttamente dal creditore, senza forma specifica obbligatoria. La PEC è fortemente consigliata perché certifica data e contenuto della consegna, a differenza di email o raccomandata semplice.

Cosa succede se il debitore non paga dopo la messa in mora?

Le opzioni sono trattativa stragiudiziale con piano di rientro, decreto ingiuntivo (30-90 giorni, costi €500-2.000+) o pignoramento. Per crediti sotto €5.000 il decreto ingiuntivo è spesso antieconomico.

CassaFlow invia la messa in mora automaticamente?

CassaFlow gestisce l'intera sequenza di solleciti precedenti e invia la messa in mora via PEC certificata solo quando i tentativi precedenti non hanno prodotto risultati.

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